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FATTURA ELETTRONICA:LE NOVITA' DEL DECRETO FISCALE COLLEGATO ALLA MANOVRA 2019 E SOLUZIONI OPERATIVE
stellina News del 14 Novembre 2018

FATTURA ELETTRONICA: LE NOVITÀ DEL DECRETO FISCALE COLLEGATO ALLA MANOVRA 2019 E SOLUZIONI OPERATIVE

Nei mesi scorsi abbiamo inviato le nostre comunicazioni informative riguardanti rispettivamente:

 • “Fatturazione elettronica per la cessione di carburante e pagamento con strumenti tracciabili per la detraibilità e deducibilità delle spese dal 1° luglio 2018”; 

• “FATTURA ELETTRONICA - Confermato l’obbligo dal 1° gennaio 2019: approvate le regole tecniche per emissione e ricezione”; 

che hanno fornito un inquadramento generale in tema di fatturazione elettronica. 

La presente circolare vuole fornire un aggiornamento sia teorico che pratico in seguito alla recente pubblicazione del D.L. 23.10.2018 n.119 (cosiddetto “Decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2019”) che ha chiarito alcuni dubbi emersi nel corso degli ultimi mesi soprattutto nell’ambito della disciplina Iva. 

Tale Decreto è in corso di conversione in legge e, pertanto, le disposizioni in esso contenute potrebbero essere suscettibili di ulteriori modifiche e/o integrazioni. 

Resta pertanto inteso che le eventuali modifiche normative, così come i chiarimenti interpretativi dell’Agenzia Entrate, che dovessero intervenire successivamente saranno oggetto di un’ulteriore comunicazione informativa.

***

DEFINIZIONI

Si ricorda innanzitutto che l’obbligo di emettere le fatture in formato elettronico si applica dal 1° gennaio 2019 a tutti i soggetti titolari di partita iva (residenti e stabiliti in Italia), società ed enti, imprese e lavoratori autonomi, con la sola esclusione dei soggetti che si avvalgono di regimi di vantaggio (contribuenti “minimi” di cui al D.L. 98/2011 e forfettari di cui alla L. 190/2014) e riguarda sia la cessione di beni che la prestazione di servizi sia nei rapporti con clienti soggetti Iva (operazioni “B2B”) sia nei confronti di consumatori finali (operazioni “B2C”). 

Rispetto a quanto indicato nella precedente circolare ed alla originaria stesura della norma, è stato eliminato il riferimento ai soggetti passivi identificati ai fini iva in Italia, (identificazioni dirette e rappresentanti fiscali) che, quindi, restano esclusi dall’obbligo della fatturazione elettronica.

 Rimangono altresì escluse dall’obbligo della fatturazione le cessioni di beni e prestazioni di servizi (effettuate o ricevute) nei confronti di soggetti non residenti

Si ricorda inoltre che la fattura elettronica è un documento informatico, trasmesso in via telematica al Sistema di Interscambio (SdI) e da quest’ultimo recapitato al soggetto ricevente. 

In pratica si tratta di un file in formato XML che, a differenza delle fatture in formato pdf, per essere visualizzato necessita di un software ad hoc fornito da un provider specializzato.

PARTE PRIMA - MODIFICHE NORMATIVE: LE NOVITA’ DEL D.L. 119 / 2018

Il citato D.L. 119/2018 è entrato in vigore il 24.10.2018, ossia il giorno successivo alla pubblicazione, tuttavia per alcune disposizioni sono previste decorrenze successive. 

Esclusione e riduzione delle sanzioni per il primo semestre 2019 

La nuova norma amplia l’ambito applicativo di “non sanzionabilità” per ritardi di emissione/trasmissione della fatturazione elettronica. 

Infatti in precedenza la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 13/E del 2 luglio 2018 aveva confermato che (per la combinata applicazione dell’art. 21 e dell’art. 6 del DPR 633/1972) era obbligatorio l’inoltro della fattura entro le ore 24 del giorno di emissione. 

In base a quanto previsto dal citato D.L. 119, per il primo semestre 2019

• non si applicano sanzioni se la fattura viene emessa (ovvero inoltrata al Sistema di Interscambio) entro il termine d liquidazione dell’IVA mensile (o trimestrale) relativa al mese (o trimestre) in cui l’operazione è stata effettuata

• si applica una riduzione dell’80% della sanzione di cui all’art. 6 del D.Lgs. 471/97 nel caso in cui la fattura sia emessa entro il termine della liquidazione IVA relativa al periodo successivo al mese (o trimestre) in cui l’operazione è stata effettuata

Modifica dei termini di emissione delle fatture

 E’ intervenuta la modifica del comma 4 dell’art.21 del D.P.R. n. 633/72 che prevede un nuovo termine per l’emissione (e di conseguenza per la trasmissione al SdI) delle fatture, che potranno essere emesse “entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione, determinata ai sensi dell’art. 6” del DPR 633/72.

 Tale differimento non modifica il momento di esigibilità dell’IVA né i termini per la conseguente liquidazione.

 Nel caso in cui l’emissione della fattura avvenga nei 10 giorni successivi all’effettuazione dell’operazione, sulla stessa dovrà essere indicata la data di effettuazione dell’operazione (cessione dei beni o prestazione di servizi o incasso, in tutto o in parte, del corrispettivo), in quanto detta data è antecedente a quella di emissione della fattura. 

Le disposizioni sopra descritte si applicheranno a partire dal 1° luglio 2019 (per il primo semestre 2019 si applicano, infatti, le regole di non sanzionabilità per i ritardi nell’emissione della fattura di cui si è detto al paragrafo precedente). 

Annotazione delle fatture emesse

 Dal 24.10.2018, è ampliato il termine di annotazione delle fatture emesse, che possono essere registrate entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, ma con riferimento al mese di effettuazione delle operazioni stesse (mese in cui, in ogni caso, la relativa Iva è esigibile). 

La modifica è apportata al primo comma dell’articolo 23 del DPR n.633/72 (Registrazione delle fatture): si tratta di una norma di coordinamento con il nuovo termine di emissione delle fatture (entro 10 giorni dall’effettuazione dell’operazione, come stabilito dal nuovo articolo 21 del DPR 633), al fine di assicurare la corretta liquidazione dell’IVA.

 Registrazione degli acquisti 

Con effetto dal 24.10.2018 viene eliminato l’obbligo di numerazione delle fatture ricevute (il c.d. “numero di protocollo”), che era diventato fonte di notevoli complessità applicative (cfr. il primo ed il secondo comma del nuovo articolo 25 del DPR n.633/72, in tema di registrazione degli acquisti) 

Semplificazioni in tema di detrazione dell’Iva sugli acquisti

 Viene ampliato, con decorrenza dal 24.10.2018, il diritto alla detrazione dell’IVA sulle fatture ricevute, che può essere esercitato, già nella liquidazione relativa al mese in cui la relativa Iva è divenuta esigibile per il fornitore, anche sui documenti ricevuti (e registrati) entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (eccezion fatta per le operazioni relative all’anno precedente). 

Ad esempio, se la merce viene consegnata nel mese di novembre 2018 e la fattura perviene all’acquirente il 12 dicembre 2018, la detrazione potrà essere fatta valere già nel periodo di liquidazione di novembre. Il termine limite del 15 del mese successivo a quello di esigibilità è stato individuato dal legislatore con l’intento di rendere possibile l’inclusione del credito Iva nella liquidazione periodica del mese precedente. Conseguentemente se la fattura ricevuta il 12 dicembre viene registrata il 20 dicembre, la detrazione dell’Iva potrà essere esercitata nel mese di dicembre e non in quello di novembre.

***

PARTE SECONDA - SOLUZIONI OPERATIVE

Nella seconda parte della presente si esaminano alcune soluzioni operative, sulla base delle più frequenti richieste di chiarimenti ricevute nelle scorse settimane. 

La creazione della fattura elettronica 

Per creare una fattura elettronica è necessario disporre di: 

• un PC ovvero di un tablet o uno smartphone 

• un programma/applicazione (software) che consenta la compilazione del file della fattura nel formato XML (come previsto dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018). 

Sono disponibili strumenti gratuiti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate: 

• procedura web (accessibile dal portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle Entrate);

 • un software scaricabile su PC (utilizzabile anche offline); 

• un’App per tablet e smartphone, denominata “Fatturae”, scaricabile dagli store Android o Apple. 

Le soluzioni gratuite messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sono principalmente rivolte a coloro che emettono un numero contenuto di fatture e non dispongono di un applicativo gestionale per la fatturazione attiva. 

In alternativa, è possibile utilizzare applicativi distribuiti da produttori di software gestionali da valutare in funzione della quantità di fatture da emettere e della struttura organizzativa aziendale. Sono disponibili sul mercato applicazioni web per gestire la creazione del file XML (ed anche l’invio allo SdI di cui si parlerà in un successivo paragrafo).

 L’indicazione del Codice destinatario o PEC del cliente 

Molti clienti stanno comunicando il proprio “Codice destinatario” di 7 cifre o l’indirizzo PEC a cui vogliono ricevere le fatture elettroniche. Tale dato viene normalmente inserito nell’anagrafica del cliente e nella fattura emessa. La fattura elettronica deve tuttavia essere emessa anche nei confronti dei clienti che non hanno comunicato nulla al riguardo, indicando in fattura in questi casi un codice destinatario convenzionale (sette zeri per i clienti italiani).

 Analogamente, per le fatture emesse verso clienti esteri, fattispecie in cui la fattura elettronica è solo facoltativa (al fine di evitare il successivo invio all’Agenzia Entrate di un’apposita comunicazione per i dati delle fatture emesse a non residenti), il documento può essere emesso in formato XML indicando, come codice destinatario convenzionale, sette “X”. 

Di seguito forniamo un quadro di sintesi delle casistiche operative più frequenti relativamente al canale di indirizzamento della fattura emessa e alla necessità o meno di disporre del “codice destinatario” del cliente (ossia il codice identificativo di 7 cifre). 

Caso Modalità di indirizzamento della fattura elettronica Codice destinatario convenzionale Consegna copia informatica o analogica della fattura elettronica Tempestiva comunicazione o consegna copia fattura
Cliente soggetto IVA ha comunicato che ha effettuato la registrazione allo Sdl Indirizzo registrato allo SdI 0000000 - -
Cliente soggetto IVA ha comunicato codice destinatario (o indirizzo PEC per la fattura) senza registrarsi allo SdI Indirizzo telematico comunicato (codice destinatario o PEC) - - -
Cliente in regime Fiscale di vantaggio, forfettario oppure produttore agricolo, senza registrarsi allo SdI Messa a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate 0000000 - SI
Il cliente è un consumatore finale (no P.IVA) Messa a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate 0000000  SI
Cliente con canale di trasmissione non attivo o non funzionante Messa a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate - - SI
Cliente che non ha comunicato né a SdI né a fornitore il canale di ricezione Messa a disposizione nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate 0000000 - SI
Cliente soggetto estero - XXXXXXX - -

NB: l’indirizzo (Codice Destinatario o PEC) registrato dal cliente allo SdI prevale su qualsiasi diverso codice inserito dal fornitore in fattura. 

L’invio delle fatture elettroniche: la scelta del canale 

Anche per l’invio allo SdI delle fatture elettroniche è possibile utilizzare i servizi gratuiti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, o in alternativa, avvalersi di un provider abilitato.
 Le soluzioni gratuite per trasmettere allo SdI il file XML della fattura elettronica sono, per tutti i contribuenti Iva, le seguenti: 

• utilizzo del servizio online dell’Agenzia delle Entrate, presente nel portale “Fatture e Corrispettivi” della stessa Agenzia, che consente l’upload del file XML preventivamente predisposto e salvato sul proprio PC; 
• utilizzo della procedura web ovvero l’App Fatturae messe a disposizione gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate; 
• utilizzo di una PEC (Posta Elettronica Certificata), inviando il file della fattura come allegato del messaggio di PEC all’indirizzo “sdi01@pec.fatturapa.it”.

 In alternativa agli strumenti messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è possibile utilizzare le piattaforme di provider abilitati, che offrono servizi specifici di trasmissione delle fatture elettroniche - utilizzando un canale telematico (FTP o Web Service) da essi preventivamente attivato con lo SdI - e consentono l’utilizzo di alcune funzionalità aggiuntive. 

La ricezione delle fatture elettroniche: l’indirizzo telematico (Codice destinatario o PEC) 

Per ricevere le fatture elettroniche è possibile utilizzare i seguenti canali: 

- Codice destinatario comunicato al fornitore; oppure 

- indirizzo PEC comunicato al fornitore.

 In caso di mancata indicazione al fornitore del Codice destinatario o dell’indirizzo PEC, le fatture elettroniche saranno recapitate nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia Entrate. 

Il “Codice destinatario” di 7 cifre viene usualmente fornito dal provider informatico abilitato (la software house) che svolge il servizio di trasmissione e comunicazione delle fatture elettroniche.

 E’ importante effettuare la registrazione del canale preferito (Codice destinatario o indirizzo Pec) nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, in tal caso, lo SdI recapiterà le fatture dei fornitori all’indirizzo telematico registrato dal contribuente, a prescindere da quello eventualmente indicato (o anche in caso di mancata indicazione) dal fornitore nel file della fattura elettronica. In pratica, la scelta effettuata sul sito dell’Agenzia delle Entrate circa il canale preferito di ricezione delle fatture prevale su ogni altra comunicazione eventualmente resa, in passato, ai propri fornitori.

 Inoltre dal sito dell’Agenza Entrate è possibile generare un codice bidimensionale (QRcode) contenente il numero di partita Iva, tutti i dati anagrafici e l’indirizzo telematico di default preventivamente comunicato allo SdI da portare con sé per facilitare la comunicazione dei propri dati ai fornitori. 

Registrazione del proprio indirizzo telematico

 Per la registrazione del proprio indirizzo telematico presso lo SdI tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile procedere autonomamente oppure incaricare un intermediario abilitato, appositamente delegato. In tal caso è necessario comunicare all’intermediario il “Codice destinatario”, nel caso in cui si opti per questa scelta.

 E’ inoltre possibile conferire la delega anche per altri servizi come, ad esempio la consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici, la consultazione dei dati rilevanti ai fini Iva, la fatturazione elettronica e la conservazione delle fatture, l’accreditamento e censimento dei dispositivi e la generazione del QR-Code. 


***

Sarà nostra cura tenervi informati sui successivi chiarimenti che verranno forniti dall’Agenzia Entrate al riguardo. 

Come di consueto, rimaniamo a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento aggiuntivo 
e/o approfondimento fosse necessario.